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La Filosofia

Guerriero CineseIn Cina le Arti Marziali si sono sempre sviluppate in parallelo alle tradizioni filosofiche, soprattutto a quelle relative al taoismo, al confucianesimo ed al buddismo.

Le Arti Marziali hanno potuto progredire e si sono potute conservare nei tempi di pace proprio grazie a questa imprescindibile relazione che intercorre con queste tradizioni filosofiche.

Non a caso, in quasi tutti testi relativi alle Arti Marziali cinesi, la trattazione inizia sempre parlando del Tempio di Siu-Lam del Nord (小林 - in mandarino Shaolin, traduzione letterale: Piccola Foresta), situato ai piedi dei monti Song nella provincia dello Hunan.

Tempio di Siu Lam del NordLe Arti Marziali derivanti dal Tempio di Siu-Lam non possono essere studiate o imparate senza studiare anche gli aspetti filosofici su cui sono state fondate.

Il tipo di buddismo che si è sviluppato all’interno del famoso Tempio è unico e ha influenzato la pratica della maggior parte delle Arti Marziali esistenti in Asia.

Questa particolare corrente di buddismo si chiama Sin (禅 - in mandarino Chan), corrente sviluppatasi successivamente in Giappone con il nome di Zen.

L’influenza del Taoismo: la Via della Natura

Montagna Sacra per il TaoismoUna delle più antiche forme di filosofia in Cina è il taoismo. I Taoisti non sono interessati ad una conoscenza che studi le funzioni delle singole parti, piuttosto sono interessati a tutto ciò che riguarda l’insieme di un intero processo.

Le singole parti assumono significato solo perché contribuiscono all’insieme. La pratica taoista delle Arti Marziali è finalizzata a far recuperare un equilibrio energetico ed a mantenere l’armonia tra mente, corpo e spirito.

Il Taoismo è probabilmente il sistema filosofico che ha contribuito maggiormente allo sviluppo del pensiero e della civiltà cinese.

L’opera fondamentale di questa filosofia è il Dou Dàk Gìng (道德經 - mandarino: Dao De Jing), Lao Tzuche viene attribuito a Lou Ji (老子 - in mandarino: Lao Zi - VI-V sec. a.C.).

Il Taoismo non si occupa di astruse considerazioni teoriche, ma di un modo di vivere pratico che deve essere seguito in prima persona per poter essere compreso.

Le vie seguite da altri (es. dagli insegnanti) e le dottrine scritte non conducono al successo. Solo l’esperienza personale porta alla conoscenza.

Secondo la filosofia taoista l’uomo si può realizzare solo conformandosi all’ordine naturale e universale delle cose, senza opporvisi né alterarlo con la propria volontà, ma trovando in esso l’Armonia.

Ideogramma di TaoL’uomo deve quindi assecondare la Natura (in cinese “ciò che è spontaneo”) e non lottare contro di essa.

Da questi concetti nasce il principio del Mou Wai (無為 - in mandarino Wu Wei), cioè del non agire.

Il concetto di Mou Wai è ben diverso da quello di passività: il non agire taoista è inteso nel senso di non agire in disaccordo col divenire universale, ossia con le leggi della Natura con cui bisogna armonizzarsi.

Un altro degli insegnamenti fondamentali del taoismo è la cosiddetta armonia degli complementari (lo Yam e lo YeungYin e Yang in mandarino).

Secondo questa dottrina l’intero universo si auto-crea con un’evoluzione infinita che prende linfa da un’energia unica, lo Hei (氣 - in mandarino Qi).

Il Chi non è né materiale né spirituale ma va inteso come un principio vitale unitario la cui unica realtà coincide con il suo continuo passaggio da uno stato all’altro.

TaiChiI due principi dello Yam e dello Yeung sono complementari tra di loro: lo Yam è l’oscurità, il femminile, il vuoto, il passivo, mentre lo Yeung è il luminoso, il pieno, il rigido, il maschile.

I due principi non possono esistere l’uno senza l’altro e senza l’infinita oscillazione che li rende interdipendenti non ci sarebbe né movimento né vita.

Yam e Yeung non si sommano l’uno all’altro, bensì, sono sempre presenti l’uno nell’altro, così quando uno dei due temporaneamente si impone, l’altro resta comunque in potenza; si può dire, che lo Yeung partorisce lo Yam e viceversa.

Cascata CineseLa costante osservazione della natura, propria del taoismo, e questa teoria dei complementari porta ad essere in grado di cambiare il proprio modo di agire a seconda delle circostanze, bisogna essere capaci di adattarsi, cedere o essere forti quando serve.
L’elemento naturale che meglio rappresenta questo concetto è l’acqua che, pur essendo inafferrabile, può sprigionare un’enorme forza distruttrice.

Montagna Sacra per il TaoismoA proposito di questo dice Lou Ji: “Niente al mondo è più flessibile e cedevole dell’acqua. Tuttavia quando attacca ciò che è duro e forte, nessuno riesce a resisterle, perché nulla può cambiarla. Perciò il flessibile vince il rigido, il cedevole vince il forte...” (cap. 78 trad. Lamparelli).

Tutto ciò può sembrare al neofita estremamente difficile ma è lo stesso Lou Ji a tranquillizzarci: “L’albero più massiccio nasce da un germoglio, l’edificio più alto nasce da un mucchio di terra, un viaggio di mille miglia incomincia con un passo...” (cap. 64 trad. Lamparelli). Tutto quello che occorre è la voglia di iniziare il cammino.

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L’influenza del Confucianesimo: la Via dell’Uomo

Il confucianesimo è stata la seconda filosofia ad influenzare la cultura cinese e la filosofia Sin (禅 - in mandarino Chan).

ConfucioLa filosofia confuciana è stata creata dal maestro Hung Fu Ji ( 孔夫子 - in mandarino Kong fu zi - 551-479 a.C.) il cui nome fu in seguito latinizzato dai gesuiti in Confucius.

I confuciani reputavano che, guardando all’interno di noi stessi, non si sarebbe mai potuta raggiungere l’illuminazione.

Per questo loro cercavano l’illuminazione attraverso un uso rigoroso della mente e del corpo, studiando le conoscenze e l’esperienze dei saggi.

In altre parole l’auto-miglioramento poteva avvenire solamente per mezzo di uno studio ed un lavoro condotto all’interno di una struttura sociale.

L’ideale del confucianesimo non è l’asceta che disprezza il mondo in generale, ma il saggio che mantiene la giusta misura in tutte le cose e che conosce il mondo e gli uomini.

Confucio“Se gli antichi volevano rendere evidenti le virtù nel regno, per prima cosa mettevano ordine nel Governo; se volevano sistemare la loro casa, cercavano di migliorare innanzitutto se stessi; se volevano perfezionarsi, rendevano prima il loro cuore onesto; se miravano all’integrità del pensiero, perfezionavano prima il loro Sapere.”

Il saggio si distingue per la sua autodisciplina, la serietà morale, il senso di responsabilità e l’onestà nei confronti del prossimo.

Nonostante aneli al benessere finanziario e ad una posizione nella società, egli non dipende affatto da queste cose, ma anzi è sempre pronto a rinunciarvi se i suoi principi morali lo richiedono.

Al centro del pensiero confuciano c’è l’uomo.

ConfucianiConfucio fu principalmente un educatore e, piuttosto che creare nuovi sistemi filosofici, cercò di riavvicinare l’uomo ai più alti valori morali del vivere sociale.

L’enfasi del Sin (禅 - in mandarino Chan) sulle buone maniere e sul rispetto reciproco è un risultato diretto dell’influenza confuciana.

Da qui derivano tutti i rituali che sono propri delle scuole di Gung Fu tradizionali: la cerimonia del saluto, la venerazione per gli antichi Maestri, le relazioni fra gli allievi, il rispetto dell’anzianità di pratica.

Senza il loro millenario rituale, che non deve però essere mera esteriorità, ma la manifestazione sincera di uno stato d’animo, le Arti Marziali perderebbero il loro spirito più autentico e si trasformerebbero o in semplici sport o, nella peggiore delle ipotesi, in attività violente e poco educative.

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L’influenza del Buddismo: la Via del Vuoto

La terza radice filosofica della cultura cinese, che rende unico il buddismo Sin (禅 - in mandarino Chan), è il buddismo stesso.

BuddhaI buddisti cercano auto-consapevolezza per mezzo dell’ascetismo, della non violenza, e della rinuncia delle cose del mondo.

Il buddismo non è una religione cinese nel vero senso del termine. È nato, infatti, in India e non è del tutto privo di legami con l’induismo.

Siddharta (detto il Buddha) nacque in Nepal intorno al 500 a.C., il suo insegnamento era basato sull’idea che la vita è sofferenza, che tutto è precario e che tutto passa e cessa di esistere; l’unica certezza è la morte.

Per diventare liberi bisogna ripudiare il mondo delle illusioni.

Ukiyo-eIl buddismo non riconosce nessun dio creatore onnipotente.

Esistono varie correnti di buddismo, quella che interessa da vicino le Arti Marziali è il buddismo Sin (禅 - in mandarino Chan).

La scuola Sin rifiuta ogni pensiero razionale e cerca la più alta verità ed il senso stesso dell’esistenza nella meditazione.

Il Sin differisce dal buddismo tradizionale perché non considera o non mette molta enfasi su complessi concetti esoterici tipici delle correnti principali del buddismo e non si occupa dello studio dei vari scritti tantrici che sono stati tramandati.

Più che una religione, il Sin può essere considerato un sistema filosofico.

Il Sin non richiede di distaccarsi dagli affari del mondo come lo richiede la setta buddista Hinayana.

Il modo di pensare di questa setta è più adatto a monaci che vivono in un ambiente distaccato dal mondo, piuttosto che alle persone comuni.

Il buddismo Sin è in contrasto con questo modo di pensare e richiede di rimanere coinvolti negli eventi di ogni giorno.

Ukiyo-eQuesta è una pratica che nasce dal modo di pensare di un’altra setta buddista, quella Mahayana.

Questa setta sostiene che l’uomo vive qui e ora e deve di conseguenza agire e pensare.

Questo tipo di pensiero è più adatto per andare incontro alle necessità delle persone comuni ed alla vita di tutti i giorni.

Secondo quest’ottica, il buddismo Sin, anche perché intriso di filosofia taoista e confuciana, dà molto più valore all’esperienza rispetto a quanto fa l’originale buddismo tantrico.

BodhidharmaMolte leggende suggeriscono che il 28° patriarca del buddismo, il monaco indiano Bodhidharma (菩提達摩 - in cantonese Pou Dai Daat Mo - in mandarino Pu Ti Da Mo), sviluppò il buddismo Sin nel Tempio di Siu-Lam del Nord (小林 - in mandarino Shaolin, traduzione letterale: Piccola Foresta) all’incirca nel 527 d.C..

Al giorno d’oggi la sua reale esistenza è messa in dubbio, l’opinione più accreditata è che Bodhidharma sia un nome collettivo per una serie di maestri che hanno contributo allo sviluppo ed alla diffusione del buddismo Sin.

Stando alla leggenda, Bodhidharma era un principe indiano buddista, che aveva studiato sia il taoismo che lo yoga. Probabilmente era cresciuto nella setta buddista Mahayana.

Armato solo delle sue conoscenze filosofiche, decise di rinunciare alla sua vita da nobile per poter esser così libero di praticare e vivere secondo la sua visione di buddismo, taoismo e meditazione yoga.

Bodhidharma meditaViaggiando Bodhidharma giunse in Cina e infine arrivò al Tempio di Siu-Lam del Nord all’incirca nel 527 d.C.. Il Tempio era stata appena fondato da una trentina d’anni e prendeva il nome da una serie di alberi appena piantati al suo interno (Siu-Lam, traduzione letterale: Piccola Foresta).

Il Tempio di Siu-Lam era stato fondato con lo scopo di dare un modello di come dovesse essere un Tempio Buddista Cinese.

Alcune leggende dicono che, una volta giunto a Siu-Lam, Bodhidharma rimase seduto davanti ad un muro in una grotta per nove anni in una pratica meditativa.

Gli esercizi che creò durante questa pratica produssero un profondo stimolo per lo sviluppo delle Arti Marziali nel Tempio.

Questi esercizi probabilmente erano degli esercizi di yoga modificati, comunque, poiché richiedevano un notevole sforzo fisico e una pratica assidua hanno spinto e portato i discepoli che studiavano al Tempio a migliorare le loro condizioni fisiche e mentali.

Grotta di Bodhidharma a Siu LamBodhidharma credeva fermamente che il buddismo bisognasse viverlo nei fatti, non solo per mezzo della sola comprensione intellettuale.

Questa attitudine è stata la chiave dello sviluppo delle future Arti Marziali create all’interno del Tempio di Siu-Lam.

Nel Sin, attraverso l’uso di indovinelli e rompicapo, domande senza apparente senso o risposta (公案 - in cantonese Gung On, in mandarino Gung An, in giapponese Koan) si cerca di impedire il pensiero razionale durante la meditazione.

Fornendo risposte paradossali e ponendo domande altrettanto paradossali, l’insegnante cerca di portare l’allievo a comprendere che il pensiero logico è un ostacolo nella condizione umana.

Il buddismo Sin afferma che l’uomo può cogliere la verità solo attraverso un’intuizione diretta, immediata, e per questo rifiuta tutto quello che è pensiero, processo logico, memorizzazione, dottrina e studio.

La verità deve essere colta nella sua immediatezza e per questo si deve Ukiyo-evalorizzare l’attimo presente, il qui e ora.

Secondo la leggenda Bodhidharma introdusse anche altri tipi di esercizi all’interno del Tempio, esercizi di derivazione taoista relativi alla coltivazione dell’energia ed alla cura della salute.

L’unione di questi esercizi con quelli derivanti dallo yoga e dal taoismo portò a sviluppare delle elaborate pratiche mirate a migliorare la salute e la forza interiore.

Ideogramma di ChiQueste pratiche consistevano nell’unire pratiche energetiche, metodi di respirazione, di cura della salute e di meditazione con gli esercizi esistenti nelle Arti Marziali.

Attraverso questi esercizi (lo Hei Gung, in mandarino Qi Gong) si andava a studiare come coltivare lo Hei (氣 - in mandarino Qi), ossia il respiro primordiale, l’energia che permea e che sostiene tutto l’universo.

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I Tre Tesori del Gung Fu di Siu-Lam

Tre tesori costituiscono l’essenza di Siu-Lam (小林 - in mandarino Shaolin, traduzione letterale: Piccola Foresta): Tempio di Siu Lamla filosofia Sin (禅 - in mandarino Chan), lo sviluppo di pratiche relative alla salute, e lo sviluppo di abilità marziali basate sulla realtà del combattimento e la rimozione dell’auto-illusione.

Il Sin si focalizza su tre criteri chiave: il risveglio istantaneo, la praticità, e la completezza.

Il primo Tesoro, il Sin, è il vero cuore di tutto lo sviluppo del Gung Fu di Siu-Lam.

La filosofia Sin pone enfasi sul risveglio istantaneo facendo concentrare i monaci sul qui e l’ora.

È impossibile considerare il combattimento e l’allenamento al combattimento senza avere l’abilità di focalizzare il 100% delle risorse fisiche e mentali in un preciso momento.

Lao TzuGli insegnamenti di Lou Ji (老子 - in mandarino: Lao Zi), di cui il Sin è intriso, possono essere letti in chiave strategica: “Pratica il non agire, sforzati di non sforzarti... progetta il difficile quando è ancora facile, fai il grande quando è ancora piccolo. Le cose più difficili al mondo devono essere fatte quando sono facili; le cose più grandi al mondo devono essere fatte quando sono piccole...” (cap. 63 trad. Lamparelli).

Questo insegnamento insieme al concetto del qui e dell’ora sono estremamente importanti se si mettono in relazione ad una situazione di combattimento.

Di fronte ad un avversario che ci aggredisce non si ha né il tempo né la lucidità per capire in maniera razionale quali saranno le sue mosse né, tanto meno, per ricordare le risposte adeguate per riuscire a difendersi.

Bisogna aver coscienza del tempo, dello spazio e dell’energia per poter far evolvere l’azione secondo la Natura (in cinese “ciò che è spontaneo”).

Taisen Deshimaru Roshi (morto nel 1982), uno dei maggiori rappresentanti dello Zen, nelsuo libro Lo Zen nelle Arti Marziali giapponesi, analizza particolarmente gli aspetti interiori delle tecniche di Budo.Taisen Deshimaru Roshi

Rispondendo alla domanda “Come bisogna scegliere la tecnica di attacco?”

Egli afferma che non si tratta di una scelta:
“Deve essere un processo inconscio, automatico e naturale.
Il pensiero non deve interferire, altrimenti ci sarebbe un ritardo a quindi un tempo morto...
La coscienza seleziona un attacco la tecnica ed il corpo vanno in avanti, ed è la fine...
Prima pensare e poi colpire non è la via giusta. Bisogna afferrare il suki, cogliere l’occasione. L’opportunutà di agire. Questa opportunità è molto importante.
Il pensiero non può fare questo.
Solo la coscienza, l’intuizione, è in grado di percepire l’opportunità, il vuoto in cui si agisce.”

Altrettanto importante è il secondo obiettivo della filosofia Sin concernente la praticità.

Cascata CineseDalla prospettiva del combattimento se non esiste la praticità rimangono solo illusioni.

Il combattimento deve potersi svolgere nella realtà, bisogna poter eliminare le approssimazioni relative al controllo sul tempo, sullo spazio e sull’energia.

L’Arte deve essere la più semplice e la più naturale possibile, per raggiungere questi obiettivi deve essere pratica ed essenziale.

Infine, il terzo obiettivo del Sin, la completezza, fornisce la spinta ad analizzare tutto ciò che concerne lo spazio del combattimento, il tempo e le abilità tattiche relative al controllo dello spazio del tempo.

BodhidarmaCosa molto interessante da notare è che ognuno dei requisiti del Sin è circolare; ognuno deriva dagli altri e da ognuno nascono gli altri. Nessuno può esistere senza gli altri.

Tutto questo è molto taoista.

Il secondo tesoro di Siu-Lam è lo sviluppo di pratiche relative alla salute. Queste pratiche affondano le loro radici parzialmente negli studi cinesi taoisti vecchi di 2000 anni relativi al Hei Gung (in mandarino Qi Gong).

L’aggiunta di esercizi Sin derivanti dallo yoga e dei vari esercizi di respirazione ha sviluppato ulteriormente queste pratiche e le ha rese più efficienti per quanto riguarda gli aspetti salutari.

Il Tesoro finale, l’abilità marziale, affonda le sue radici nell’Arte militare cinese.

Il Tempio di Siu-Lam ha costituito un incredibile laboratorio per lo Guardiani di Siu Lamsviluppo delle abilità relative al combattimento.

Numerose fonti riportano di una notevole interazione tra il Tempio e i militari cinesi durante le varie dinastie.

Oltre ai vari contributi di carattere militare la filosofia Sin è stata uno degli agenti principali per lo sviluppo del terzo Tesoro di Siu-Lam.

Le radici del Gung Fu di Siu-Lam, così profondamente legate ed intrise di questa filosofia, lo portarono ad essere ben di più di un semplice sistema marziale finalizzato solo al combattimento.

Il fine, essendosi questa Arte sviluppata in un Tempio, non poteva essere solo il combattere ed il sopravvivere, bensì era il migliorarsi come individui, il raggiungere l’illuminazione ed il potersi preservare in salute.

Questi obiettivi si potevano raggiungere grazie al fatto che all’interno del Gung Fu di Siu-Lam furono trattati non solo gli aspetti relativi al combattimento dal Pagode di Siu Lampunto di vista pratico (l’allenamento fisico e tecnico), ma anche quelli relativi alla coltivazione dell’energia e della salute, allo studio del regno mentale e del potere dell’intenzione.

Lo studio di tutti questi aspetti è quello che rende possibile il fatto che un praticante possa continuare ad allenarsi fino a tarda età, continuando a migliorare le sue capacità.

È un dato di fatto, infatti, che qualsiasi abilità con il solo allenamento fisico, senza studiare la respirazione, gli aspetti filosofici, spirituali ed energetici andrà a deperire con la vecchiaia del praticante.

Questi tre tesori rappresentano la vera essenza del Gung Fu di Siu-Lam.

Una Arte Marziale, derivante dallo Gung Fu di Siu-Lam, deve comprendere al suo interno questi tre tesori.

Ossia deve fornire delle metodiche che permettano raggiungere gli obiettivi che si poneva il Sin sul risveglio Tempio di Siu Lamistantaneo, sulla praticità, e sulla completezza.

Deve fornire dei metodi per lo sviluppo della salute dal punto di vista fisico, energetico e mentale.

Infine, deve produrre delle abilità marziali che eliminino le illusioni nel combattimento, che identifichino e rimuovano tutte le illusioni relative al sé e che si concentrino sulle illusioni dell’avversario.

Guerriero CineseIl Wing Tsun, nato a Siu-Lam secoli dopo, non è nient’altro che la summa ed il distillato di tutto quello che si studiava nel Tempio di Siu-Lam.

È un’espressione completa di tutto quello che concerne la ricerca della realtà per mezzo della rimozione dell’illusione.

Da un punto di vista del combattimento, mira a poter dominare lo spazio, il tempo e l’energia in modo da eliminare le approssimazioni che vanno a generare l’illusione.

Lo scopo non è il sopraffare un altro individuo, il vincere un premio, ma il conoscere il proprio corpo, la propria mente ed il proprio spirito, imparare come fare a migliorarli ed a preservarli.

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Pietro N. Roselli Lorenzini

Bibliografia

Garrett Gee, Benny Meng, Richard Loewenhagen
Mastering Kung Fu, Featuring Shaolin Wing Chun
Human Kinetics Publishers

Angus C. Graham
La Ricerca del Tao. Il dibattito filosofico nella Cina classica
Neri Pozza

Rene Guenon
La Metafisica Orientale
Luni

I vangeli gnostici
Adelphi

Chuang-tzu, Lao-tzu, Lieh-tzu
I padri del taoismo
Luni

Tao. I grandi testi antichi
UTET

Aldo Tagliaferri
Il Taoismo
Newton Compton

Giuseppe Tucci
Apologia del taoismo
Luni

Gli otto immortali del taoismo
SE

Eva Wong
Il Grande Libro del Tao
Oscar Mondadori

Alan Watts
Il Tao. La Via dell'Acqua che Scorre
Ubaldini Editore

Chungliang Al Huang, Jerry Lynch
Corpo che pensa, mente che danza. Il Tao, lo sport e le sfide della vita
Longanesi

Chungliang Al Huang, Jerry Lynch
Il Tao del corpo
Mondadori

I quattro libri di Confucio
UTET

Canone buddhista. 1. Discorsi brevi
UTET

Canone buddhista. 2. Discorsi lunghi
UTET

Leonardo Arena
Buddha
Newton Compton

Pio Filippani Ronconi
Il Buddhismo
Newton Compton

Dalai Lama
Incontro con Gesù. Una lettura buddhista del Vangelo
Mondadori

Leonoardo Arena
Antologia del Buddhismo Ch'an
Mondadori

Kong Kiew Kit
Il Grande Libro dello Zen
Oscar Mondadori

Alan Watts
Lo Zen. Un modo di vita, lavoro e arte in Estremo Oriente
Bompiani

Taisen Deshimaru
Lo Zen e le Arti Marziali
SE

Kakuzo Okakura
Lo zen e la cerimonia del tè
Feltrinelli

Associazione Italiana Zen Soto
Guida allo zen
De Vecchi

Antonella Ferrera
Il fiore e la spada. Zen e arti marziali
Baldini Castoldi Dalai

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