FioreRosso è una scuola di Arti Marziali che ha ideato e strutturato una didattica marziale dove la pratica e lo studio del combattimento o scontro, nel suo aspetto più pragmatico, si affrontano mediante il continuo addestramento, una costante ricerca e integrazione di discipline orientali ed occidentali.


Il principio su cui si fonda la nostra scuola è quello di utilizzare le dinamiche motorie per migliorare il nostro stato fisico e psichico durante la pratica dell’arte marziale, centrando l’attenzione NON sull’efficacia della tecnica ma sull’efficienza del movimento cognitivo strettamente legato alle potenzialità e ai limiti dell’individuo.


Nella nostra scuola si pratica, ci si addestra e ci si forma secondo il concetto “creo la tecnica, distruggo la tecnica, rigenero la tecnica”. Per applicare questo concetto utilizziamo quello che il Kung Fu da sempre ci ha insegnato, ossia coltivare la pratica sia come arte per combattere che come arte per mantenere in buona salute il nostro corpo e in evoluzione la nostra mente.

Il nostro percorso formativo si fonda sui principi di apprendimento, di modifica e di ristrutturazione dei processi motori e cognitivi. Attraverso questa tipologia di pratica, si sviluppano nell’allievo alternative potenzianti, e non tecniche fine a sé stesse, che aumentano la capacità di creare dinamiche motorie per il superamento di un potenziale ostacolo.


Lo studio della tecnica educa il praticante a conoscere il proprio corpo e ad ascoltare la propria mente, ma è indispensabile unire le due abilità, con una continua e rigorosa pratica esperienziale.
Attraverso l’esperienza del movimento si crea una maggiore armonia tra mente e corpo, ed ogni tecnica si concatena e si trasforma in una singola azione (insieme di movimenti) .......    Una semplice ed intensa manifestazione.   
                                                                               
In sintesi per FioreRosso il Kung Fu, o “lavoro duro eseguito con abilità”, è disciplina e dedizione alla pratica, stimolo ed impegno per noi stessi e per i nostri allievi, sacrificio e soddisfazione nel continuo addestramento del corpo e della mente, conoscenza e consapevolezza dei propri mezzi ed accettazione dei propri limiti nello scontro.

 

 

 

 

Il FioreRosso Training è una forma di ginnastica marziale nata non solo per affinare le abilità nel combattimento e nello scontro, ma anche per migliorare l’efficienza del movimento e del benessere psicofisico.

Il concetto che fa nascere e sviluppare questa idea di ginnastica marziale si ispira al Kung Fu della radiosa primavera che educa a praticare il Kung Fu non solo finalizzato al combattimento e allo scontro, ma come un continuo lavoro per rigenerare, rafforzare e ristabilire equilibrio ed armonia nel corpo e nella mente del praticante.


Il FioreRosso Training è una ginnastica marziale che incrementa la propriocettività del corpo attraverso un sistema di riorganizzazione e ristrutturazione della tecnica, la quale genera alternative potenzianti nelle dinamiche motorie attraverso una maggiore consapevolezza ed efficienza psicofisica.


I continui stimoli indotti durante l’esercizio favoriscono i processi che organizzano, regolano e controllano il movimento, cosi da migliorare notevolmente nell’allievo i processi di trasformazione ed adattamento delle dinamiche motorie.


Il concetto che utilizziamo è quello dell’influenza reciproca dei tre ingranaggi, che simboleggiano la sinergia tra braccia, tronco e gambe, e dei tre respiri, che simboleggiano invece il pensiero, l’emozione e la reazione.
Concetti alquanto arcaici ma che rendono ben chiaro come la mente ed il corpo devono essere ben addestrati ed educati per integrarsi ed interagire tra loro durante la pratica e per capire l’importanza della relazione tra psiche e soma.


Il percorso di chi vuole intraprendere la via delle arti marziali non deve essere limitato ad apprendere ed acquisire  soltanto le dure abilità del combattimento,  ma deve essere accompagnato da un addestramento più profondo,  per riuscire così ad invecchiare  attraverso un processo armonico e funzionale, dove ogni età ha la sua stagione, come se ogni ciclo di vita marziale serva per scoprire nella pratica una radiosa primavera .

 

Una pratica costante: 

  • Migliora la mobilità articolare.
  • Migliora le capacità condizionali (forza, rapidità e resistenza)  e le capacità  coordinative (controllo, regolazione ed organizzazione del movimento).
  • Migliora la funzionalità del sistema nervoso e dell’apparato cardio-circolatorio.
  • Migliora la cooperazione degli emisferi cerebrali e la capacità di percepire se stessi attraverso le dinamiche motorie.
  • Aiuta a mantenere una postura sana e dona alla mente una percezione di integrità con il corpo.

 

"Tre sono le componenti di cui sei formato: corpo, soffio, mente. Di queste le prime due sono tue, per quanto devi curartene; solo la terza è sovranamente tua."  (Marco Aurelio)

 

Mappa del Wing Tsun JuniorLa scuola di FioreRosso desidera far intraprendere al bambino il Kung Fu come un percorso educativo e formativo, sia sotto il profilo fisico, attraverso la sperimentazione e lo sviluppo del movimento, sia sotto il profilo mentale, attraverso continui stimoli che alimentano e nutrono l’innata curiosità del bambino in modo che potrà  conoscere, vivere e crescere armonicamente con il proprio corpo e la propria mente.
 

Nella nostra scuola il Kung Fu Junior viene insegnato con una didattica di tipo psico-pedagogico dove il movimento è il fondamento per far sviluppare nel bambino un crescente grado di autoesplorazione.

Il movimento infatti è uno strumento conoscitivo indispensabile e base fondamentale per la crescita del giovane praticante. Egli infatti attraverso il movimento impara a prendere coscienza e conoscenza di se stesso, degli altri e dell’ambiente con cui interagisce.

Inoltre il giovane allievo attraverso un percorso formativo-educativo viene portato, nel suo piccolo, a conoscenza del fascino della cultura e della filosofia di questa arte millenaria, attraverso l’utilizzo di aneddoti, storie e leggende. Inoltre, grazie alla combinazione del racconto e del gioco vengono stimolate le capacità e le potenzialità  del bambino.

Questa è la nostra piccola impresa: educare ed accrescere le virtù del giovane praticante  cosi da farlo progredire nelle relazioni tra mondo interno e mondo esterno.

 

”I bambini? ….
dobbiamo imparare da loro;
 bisogna che ci sentiamo fieri delle loro piccole grandi conquiste. 
Sono il nostro miracolo, il nostro capolavoro, il nostro futuro.”


(Anton Vanligt, “Mai Troppo Folle”)

 

 

 

La statica: lavoro atto per il miglioramento della escursione fisiologica delle articolazioni attraverso un allungamento funzionale. In questa forma di esercizi un ruolo determinante lo veste il controllo del respiro e lo studio delle posizioni.  Questa pratica genera un accrescimento della sensazione di benessere psicofisico ed aiuta a riequilibrare e rafforzare la postura.

 


La ginnastica marziale a vuoto: consiste nel lavoro di dinamiche motorie sinergiche secondo le caratteristiche tecnico-funzionali richieste e dal tipo di allenamento o gesto tecnico da compiere. Comporta un miglioramento delle capacità condizionali (forza, rapidità e resistenza), della mobilità articolare (struttura anatomo-funzionale del muscolo e delle articolazioni) e delle capacità coordinative (controllo, regolazione e organizzazione del movimento).

 


La ginnastica a coppia: Consiste in un lavoro di ginnastica pre-tecnica che si esegue grazie al supporto di un compagno. Questo lavoro consente oltre che il perfezionamento degli schemi motori precedentemente allenati a vuoto di migliorare la percezione neuromuscolare e l'equilibrio attraverso un continuo interscambio di movimenti tra i due praticanti.

 


Le forme: rappresentano un trattato basato sulla codifica d’immagini motorie che mettono in evidenza un insieme di posture e dinamiche motorie (sequenze tecniche) in relazione ad uno o più specifici modelli di realtà di movimento (campo d’impiego del gesto). Lo studio di queste didattiche oltre a permettere di mantenere viva la tradizione marziale crea nel praticante i giusti requisiti tecnico-pratici per approcciare alla pratica ed utilizzare queste dinamiche per schermare e proteggere il corpo durante una fase di combattimento. Esistono diverse tipologie di forme e differenti interpretazioni, ma ognuna di queste “ sequenze” aiuta il praticante a comprendere meglio l'interazione tra psiche( relazione tra pensiero ,emozione reazione) e soma( sinergia Braccia, tronco,gambe) durante la rappresentazione di una sequenza di movimenti.

 


Le accademiche:  o addestramento propriocettivo si esegue a coppia (studio delle pressioni) e consiste nella ripetizione continua di schemi motori preordinati legati prevalentemente ad un unico modello di movimento (tema di lavoro dell'esercizio ad esempio: lo studio del colpire o del l'attorcigliare).  Lo scopo di questi esercizii è quello di migliorare le capacità di regolazione e controllo delle abilità tecniche attraverso una continua attuazione e ricezione degli imput costruiti dallo schema motorio e dal tema di lavoro dell'esercizio. Inizialmente sarà il praticante ad adattarsi allo schema di movimento ma con il tempo sarà lo schema ad adattarsi al praticante.

 

Il lavoro con attrezzi: nella pratica del kung esistono diversi tipi di attrezzature che fungono da supporto didattico per il praticante. Possiamo definire le attrezzature del kung fu degli amplificatori di movimento che mettono in risalto il tipo di tecnica che dobbiamo imparare o migliorare. Generalmente si dividono in attrezzi per l’equilibrio e attrezzi per lo studio delle retroazioni di forza e il condizionamento. Logicamente in funzione al tipo di strumento possiamo allenare diverse caratteristiche .

 

 

Le combinazioni di movimento: questa tipologia di lavoro prevede l'interazione degli esercizi accademici studiati e praticati al fine  di migliorare le capacità di adattamento al combattimento ed allo scontro. Lo scopo è quello di utilizzare le tecniche (manifestazione  tecnica di un gesto in funzione alla capacità di percepire l'evento) e le caratteristiche dei diversi temi di lavoro studiati (colpire, attorcigliare, legare ecc.) per sviluppare casistica ed esperienza tecnica. Infatti il praticante in questo caso avrà una sequenza preordinata che prevederà il passaggio da un tema di lavoro ad un altro attraverso la costruzione di uno schema tecnico codificato dall'insegnante. Lo scopo di tale addestramento è utilizzare schemi motori interscambibili al fine di aumentare la cognitività dell allievo attraverso  l'utilizzo di tecniche e temi di lavoro che si fondono e uniscono in unico modello .

 


Le azioni confuse:  questa tipologia di  esercizio viene eseguita partendo in contatto con il compagno e consiste nel muovere il corpo in maniera libera e cercando di utilizzare i diversi temi di lavoro acquisiti ( ad esempio colpire, legare e proiettare) attraverso l'interazione di gesti tecnici. Con questa tipologia di lavoro si rafforza  la struttura fisica' psichica e biochimica del praticante e l'allievo inizia a comprendere gli effetti del combattimento. Tale lavoro inizierà a creare sul praticante il fondamento dell’esperenzialità che sarà determinante per accedere al lavoro successivo con maggior controllo e cosapevolezza.

 


Nelle prossime due fasi di lavoro la nostra scuola cerca di far comprendere all'allievo la grande importanza e la grande differenza tra convinzione di un metodo efficace e fiducia dell'efficenza cognitiva di un metodo. 

 

La scuola di FioreRosso desidera rendere chiaro ai propri allievi che il combattimento è un duro confronto e lo scontro è un duro momento. Entrambe le situazioni sono il frutto di due corpi che si muovono con il fine di combattere, ma soltanto all'interno dello scontro si oltrepassa il confine psiocofisico non limitandosi soltanto al confronto.

 

                                                               "Non è la tigre a cercare il cacciatore"

 

Con il termine approccio cerchiamo di addestrare i nostri allievi ad un criterio di lavoro esperenziale e di acclimatizzazione allo stress che preveda l’utilizzo di un contesto funzionale per accrescere l' efficenza psicomotoria in circostanze disfunzionali. 

 

                                                                   

Approccio al combattimento o combattimento condizionato: in questa tipologia di allenamento il lavoro prevede sia una fase da fuori contatto che da contatto. Nel fuori contatto ci si esercita sulla valutazione delle misure, sulla struttura di copertura in situazioni difensive e offensive e sulla percezione del ritmo che permette entrate ed uscite nelle diverse fasi di allenamento ( in stretta relazione con il lavoro delle azioni confuse )

 


Approccio allo scontro: questa tipologia di lavoro è caratterizzata da un intensità di ritmo molto alta: il tempo e gli spazi si contraggono e di conseguenza la possibilità di utilizzare una dinamica di movimento pulita rimane molto difficile. In questo lavoro la parte determinante si sviluppa sulla capacita di utilizzo delle quadrature del corpo (l'intelaiatura) in relazione al tipo di energia a cui si è sottoposti. Fondamentale in questo esercizio è il controllo del respiro a supporto della lucidità di azione e per non far cristallizzare mente e corpo.

 

 

 

 



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